lunedì 14 ottobre 2019

              Area Eventi


 
«ottobre 2019»
lunmarmergiovensabdom
30123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031123
45678910

In quest'area troverete tutte le informazioni e le curiosità in merito ai nostri eventi. La Simioni distribuzione, leader da oltre trent'anni nel campo della distribuzione e dell’importazione di birra e di vino, ha sempre creduto nelle potenzialità del marketing e della  promozione al fine di rafforzare il marchio aziendale e radicarlo sul territorio. Gli eventi Simioni distribuzione speriamo possano essere annoverati tra quelli di maggiore spessore e qualità che il territorio Veneto potrà offrire. 



Food Etnico

                                                L'avanzata Multilingue 
           Gli italiani, assaggiano piatti stranieri in modo consapevole e il settore non conosce crisi.
                                                                                  ---------------------
Secondo uno studio pubblicato sul sito del governo “Integrazionemigranti”, metà di loro ha sperimentato almeno una volta la cucina etnica e il 19% mangia etnico una volta al mese. Dai dati di Unioncamere-Infocamere si evince che dal 2011 al 2014 il comparto ristorazione è cresciuto dell’1,6% e che dei nuovi ristoranti aperti, quasi uno su tre è etnico. Dal 2011 nel paniere dell’Istat, assieme ai tablet, è stato inserito anche il fast food etnico, due anni prima del formaggio grattugiato e del caffè in cialde. 
I dati della Camera di commercio di Milano aiutano a capire il fenomeno: nel 2013, dei circa tremila ristoranti aperti in città (+7% dal 2011), uno su tre è gestito da stranieri. In Lombardia, il 22% delle imprese di ristorazione è straniero. Le cucine regionali, invece, hanno registrato un calo del fatturato pari al 25% e, secondo Fipe-Confcommercio, negli ultimi tre anni è aumentato del 39% il numero di ristoranti e pizzerie gestiti da imprenditori stranieri. “Il dato – spiega il presidente Fipe Lino Enrico Stoppani - segnala la capacità d’integrazione sociale che offre la ristorazione, ma indica anche la difficoltà del settore. È una manna per il migrante che con maggiore disponibilità al sacrificio guadagna più di quanto guadagnerebbe se fosse un lavoratore dipendente”.

                     Italpo Enterprise srl
C’è qualcosa di poetico nel Comune di Albonese, 574 abitanti in provincia di Pavia: è circondato dalle risaie della Lomellina che in primavera si colorano di verde quando le piante sbucano a pelo d’acqua. La Lomellina è la più vasta area italiana per la coltivazione del riso, esportato in tutto il mondo con un incremento che, quest’anno, Italirisi ha stimato doppio rispetto al 2013. 
Ad Albonese c’è la Italpo Enterprise srl, fatturato pari di circa 3 milioni di euro e che appartiene a Chikako, suo marito Hajime e Sari Morimoto. Lavorano il riso italiano con procedimenti giapponesi e lo distribuiscono in tutta Europa. Dalla scoperta di un ceppo comune tra il riso italiano e quello tipico giapponese, quindici anni fa è nata l’azienda dei Morimoto. “Ogni anno aumentano le esportazioni verso Russia, Germania, Austria – spiega Sari – e la carta vincente della distribuzione all’ingrosso del riso ‘Okomesan’ è che permette ai ristoratori di evitare il costo d’importazione, pur avendo un prodotto equivalente a quello originario”
            Bia spa e agricoltori pugliesi  
Ad Argenta, provincia di Ferrara, c’è la Bia spa, nata nel 2004 dalla conversione di un pastificio. Oggi è uno dei maggiori produttori e distributori di Cous Cous nel mondo, con un mercato che si espande fino al Nordafrica e un fatturato di circa 15 milioni di euro. La Granarolo produce un latte fermentato secondo la tradizione araba. Il nome e l’etichetta sono in arabo, ha la certificazione Halal (conformità alle regole dell’islam) ma “il latte – assicurano – proviene solo da allevamenti italiani”.
 

In Puglia ci sono coltivatori creativi, come il foggiano Andrea Suriano, 30 anni, presidente del Coordinamento dei Giovani Imprenditori della Camera di Commercio di Foggia, che da anni producono zenzero, coriandolo, curcuma e cannella da rivendere ai migranti del territorio. Ma non solo. Secondo il rapporto Coop 2014, la vendita di cibi etnici è cresciuta del 63% dal 2007, del 10% nell’ultimo anno, e chi acquista sa di consumare un prodotto straniero, ma realizzato con materie prime italiane.
 
                                                      
                                                 Il Kebab milanese a chilometro zero

A Milano, in via Spallanzani, c’è un ristorante gestito da otto italiani tra i 28 e i 31 anni, laureati in ingegneria, chimica, giurisprudenza e architettura. Le vetrine hanno il logo rosso “Nun”, ambiente moderno, lampade industriali e piastrelle bianche. Una lungo tavolo in legno occupa la parte centrale del locale e le sedie multicolor contrastano con il candore degli arredi . È una “kebabberia” che emette circa 200 scontrini al giorno, con una media di 2 mila clienti settimanali.

 
        Chipstar Amsterdam Napoli e dintorni
Sabato sera. Per ordinare un cartoccio di patate fritte olandesi in corso Vittorio Emanuele, nel centro di Avellino, sono necessari 30 minuti di fila. Cinquanta passi e c’è un’altra friggitoria olandese e un’altra fila. Duecento passi, sulla stessa strada, e ancora patatine fritte, vendute attraverso una porticina tra due palazzi, con una grande insegna luminosa. A Napoli, la situazione è la stessa. Partendo dal sito web della catena Chipstar Amsterdam, che reca il dominio dei Paesi Bassi “.nl”, scopriamo che appartiene a una società napoletana con sede a Grumo Nevano, provincia di Napoli. Nata da un punto vendita nel quartiere napoletano del Vomero a dicembre 2013 con un

capitale sociale di 10mila euro, in un anno ha aperto 30 punti vendita in Campania. Da dicembre, è anche a Roma, Bari, Ancona,  Milano e torino. “Le patate sono olandesi, i macchinari sono olandesi, le salse di un’azienda belga, il marchio registrato cita Amsterdam. 
          L’eccellenza viene dal Giappone 
Anche la cucina d’eccellenza riconosce il peso del cibo etnico. A Milano, nei pressi di piazza Firenze, c’è il ristorante giapponese Iyo. Quest’anno ha ricevuto una stella Michelin, la prima a un ristorante etnico in Italia. Per prenotare bisogna telefonare cinque giorni prima, il proprietario e socio unico Claudio Liu, 32 anni, ha aperto questo locale nel 2007, aveva appena 23 anni e spinto dall'emancipazione si è lanciato in questa impresa investendo 350 mila euro. Il ristorante ha sempre servito una cucina molto legata all’autentica tradizione giapponese. Senza    mai  conoscere  crisi.
Ogni sera ha 150 coperti e la spesa media a persona è di 70 euro, escluse bibite. Alla richiesta se crede che l’Italia si un paese aperto alla gastronomia etnica, risponde "che con l’Expo 2015 alle porte e una sempre maggiore globalizzazione, sia quasi inutile distinguere tra cosa è etnico e cosa non lo è"  
     
      Il cibo etnico di ogni colore, gusto e  provenienza più o meno esotica piace agli italiani.

      La metà degli italiani hanno mangiato almeno una volta nei ristoranti etnici, soprattutto cinesi.
                                                                ---------------------



Dal Nord al Sud  si diffondono ristoranti e negozi di cucina etnica e nel 2008 il consumo di alimenti etnici è aumentato del 10.5%.  L’offerta gastronomica è sempre più multietnica e si sta diffondendo nel nostro Paese. Al Nord si va di più a mangiare in ristoranti etnici rispetto al Sud, al Centro si è più interessati all’acquisto di prodotti provenienti da paesi esteri. Sulle nostre tavole troviamo nachos, tortillas, chili con carne, cous cous, spaghetti di riso e germogli di soia perché ci ricordano un viaggio, perché  ne siamo incuriositi, perché  abbiamo voglia di qualcosa di nuovo o perché ormai fanno parte del nostro menù. Passeggiando per le strade notiamo ormai fast food americani, sushi bar, fast food con Kebab ed è proprio tra le strade che troviamo i cibi di tutto il mondo, colorando e occupando i nostri centri storici. Nelle nostre città siamo abituati ad essere contaminati dagli odori, dai sapori, dai loro addobbi strani e non possiamo che esserne attratti ed incuriositi. I ristoranti etnici riforniti dai negozi aperti da immigrati per altri immigrati, le confezioni industriali di cibi esotici che l’italiano paga a caro prezzo e acquista nei super ed ipermercati della Grande Distribuzione rappresentano un nuovo scenario culinario del nostro Paese; fra il 2003 e il 2006 il consumo è aumentato del 36% fino ad aumentare ancora del 10.5% nel 2008. Chi è contro il cibo etnico sostiene che è giusto difendere il cibo italiano, il tipico, il tradizionale. I patriottici del cibo italiano ritengono che la nostra cucina abbia quasi un’identità e che non debba subire le contaminazioni dei Paesi Lontani. C’è chi sostiene, invece, che bisogna provare senza esagerare , che  dovremmo cogliere le offerte dei nuovi mercati poiché ci sono sapori che senza i nigeriani, gli indiani e i pakistani noi non avremmo mai assaggiato. L’influenza della cucina etnica sulle abitudini alimentari degli italiani è un segnale  evidente della commistione tra culture, che trovano nella tavola un altro importante punto di incontro. Maggiore è la presenza straniera nel territorio, più interesse suscitano negli italiani le tradizioni culinarie straniere. Prima si scoprono le pietanze frequentando i ristoranti etnici, poi si cerca di riprodurre le ricette tramite l’acquisto di prodotti tipici che non fanno parte della nostra cultura alimentare. La curiosità dei giovani è sintomo della loro maggior predisposizione all’apertura verso queste nuove tendenze, influenzate dalla sempre maggior presenza di stranieri nel territorio.Avere la possibilità di poter assaggiare nuove e straniere pietanze è una nuova opportunità per chiunque; per trovare il cibo dell’altro mondo a volte non serve varcare l’oceano!
Stampa
Categorie: Newsletter
Tags:
Rate this article:
2.0

                           I Nostri Locali



Bar " Caffè Confuso" 

Via Castellana, 4/B 
35018 San Marino di Lupari (PD) SS (Treviso – Vicenza) vicino al semaforo di Campagnalta



  Bar " I Fatti Nostri" 
Via Roma, 231 
35015 Galliera Veneta (PD) 
Tel. 049/9471320 



 




Home   |   Chi Siamo   |   Locali ed Eventi   |   Contatti   |   Shop Online
 
               NAVIGAZIONE


               Chi Siamo                      
               Calendario Eventi
               E-commerce

 
           SICUREZZA

           Privacy
           Termini di utilizzo
           Condizioni di vendita

          CONTATTI

          Simioni Distribuzione -
          Galliera Veneta - PD
          Tel e fax 049 5968676

         INFO

        Powered by Albaris s.a.s
        Associato a  
 




             NAVIGAZIONE
             Chi Siamo                      
             Calendario Eventi
             E-commerce

   SICUREZZA
   Privacy
   Termini di utilizzo
   Condizioni di vendita
    CONTATTI
    Simioni Distribuzione 
    Galliera Veneta

       INFO
       Powered by Albaris s.a.s
       Associato a  
 


© 2019 - Simioni Distribuzione S.r.l. Società Unipersonale - P.IVA 03305530283
 
,